Scandalo Honey-PayPal 2025: MrBeast, Codici Sconto e il Grande Inganno da 4 Miliardi

Scandalo Honey PayPal MrBeast
Il lato oscuro dell'estensione che prometteva di farti risparmiare
Matteo 5 min

Immaginate di scoprire che uno strumento che avete usato per anni per risparmiare online, promosso dai vostri YouTuber preferiti, in realtà stava giocando un doppio gioco. È esattamente quello che sta emergendo in questi giorni riguardo Honey, l’estensione per browser che prometteva di trovare i migliori codici sconto online e che nel 2020 PayPal ha acquistato per la bellezza di 4 miliardi di dollari.

Ma partiamo dall’inizio di questa storia che sta facendo tremare il mondo dell’influencer marketing e che coinvolge nomi del calibro di MrBeast, il re incontrastato di YouTube.

Lo Scandalo che Nessuno si Aspettava

Il 22 dicembre, lo YouTuber MegaLag ha pubblicato un video che ha fatto l’effetto di una bomba nel mondo tech. Un’inchiesta dettagliata che svela come Honey, l’apparentemente innocua estensione per browser che prometteva di trovare i migliori codici sconto, avrebbe in realtà orchestrato un elaborato sistema per massimizzare i propri profitti a discapito di utenti e creator.

Il video, che in pochi giorni ha superato i 10 milioni di visualizzazioni, ha scatenato un’ondata di indignazione nella community online e ha portato alla luce pratiche commerciali che molti ritengono quantomeno discutibili.

La Promessa Infranta: Non Tutti gli Sconti Sono Uguali

La prima rivelazione riguarda la promessa fondamentale di Honey: trovare sempre il miglior codice sconto disponibile. Secondo l’inchiesta di MegaLag, l’estensione avrebbe deliberatamente limitato i coupon mostrati agli utenti in base ad accordi commerciali con i negozi online partner.

In pratica, se esisteva uno sconto del 30%, ma il partner commerciale di Honey aveva richiesto di non mostrare sconti superiori al 20%, l’utente si vedeva proporre solo quest’ultimo, credendo erroneamente di aver ottenuto il massimo risparmio possibile.

Il Sistema delle Commissioni: Un Gioco delle Tre Carte Digitale

Ma la parte più controversa della storia riguarda il modo in cui Honey gestiva le commissioni affiliate. Per capire bene il problema, facciamo un passo indietro e vediamo come funziona normalmente il sistema delle affiliazioni online.

Quando un influencer promuove un prodotto e fornisce un link per l’acquisto, riceve una commissione se qualcuno compra utilizzando quel link. È un sistema trasparente e accettato da tutti. Ma cosa succedeva con Honey?

L’estensione si inseriva durante il processo di acquisto e, anche quando non trovava nessuno sconto, sostituiva silenziosamente il codice di affiliazione dell’influencer con il proprio. In pratica, anche se avevate cliccato sul link di MrBeast per comprare qualcosa, la commissione finiva a Honey invece che al creator.

Gli Influencer Coinvolti: Da MrBeast a Marques Brownlee

L’impatto di questa rivelazione è stato particolarmente significativo perché Honey era stata promossa da alcuni dei più grandi nomi di YouTube. MrBeast, che con i suoi oltre 200 milioni di iscritti è considerato il re di YouTube, aveva realizzato diversi video sponsorizzati per l’azienda. Lo stesso vale per Marques Brownlee (MKBHD), una delle voci più autorevoli nel mondo della tecnologia con quasi 20 milioni di iscritti.

La reazione di questi creator è stata variegata. Alcuni, come Linus Tech Tips, avevano già interrotto la collaborazione con Honey in passato per dubbi sulle loro pratiche commerciali. Altri stanno ora riconsiderando la loro posizione alla luce di queste rivelazioni.

L’Impatto sul Mondo dell’Influencer Marketing

Questo scandalo solleva domande importanti sul futuro dell’influencer marketing. Gli YouTuber coinvolti hanno ricevuto compensi significativi per promuovere Honey - si parla di centinaia di migliaia, se non milioni di dollari per video su canali del calibro di MrBeast. Ma allo stesso tempo, l’estensione stava potenzialmente sottraendo loro altre entrate attraverso il sistema delle affiliazioni.

È difficile stabilire se gli influencer fossero consapevoli di queste pratiche. Come ha fatto notare lo stesso MegaLag, il meccanismo era così sofisticato che pochissimi ne avevano compreso appieno il funzionamento prima della sua inchiesta.

La Risposta di PayPal e le Implicazioni Legali

La risposta iniziale di PayPal è stata cauta. L’azienda ha dichiarato che “Honey è gratuito e fornisce risparmi aggiuntivi a milioni di acquirenti quando possibile” e che “segue le regole e le pratiche del settore”. Tuttavia, questa risposta non ha convinto molti osservatori e non affronta direttamente le accuse più serie.

La situazione si è ulteriormente complicata con l’arrivo di una class action contro PayPal, presentata da diverse aziende di content creation che rappresentano gli influencer. La causa accusa PayPal di pratiche commerciali fraudolente e chiede un risarcimento per le commissioni perse.

Cosa Significa Questo per gli Utenti?

Se siete tra i 17 milioni di utenti che hanno installato Honey sul proprio browser, potreste chiedervi cosa fare ora. Molti creator, incluso Marques Brownlee, stanno consigliando di disinstallare l’estensione. Altri suggeriscono di attendere maggiori chiarimenti da parte di PayPal.

In ogni caso, questa vicenda ci ricorda l’importanza di essere consapevoli di come funzionano gli strumenti che utilizziamo online. Anche quando sono gratuiti - anzi, forse soprattutto quando sono gratuiti - è importante capire quale è il vero modello di business dietro di essi.

Le Lezioni da Imparare

Questa storia ci insegna diverse cose importanti:

  1. La trasparenza è fondamentale nel mondo digitale. Quando un servizio gratuito genera miliardi di dollari, è lecito chiedersi da dove vengano quei soldi.

  2. Il mondo dell’influencer marketing sta maturando. Gli creator stanno diventando più attenti e critici riguardo ai prodotti che promuovono.

  3. Anche i giganti della tecnologia non sono immuni da controversie. PayPal, un’azienda valutata 87 miliardi di dollari, si trova ora a dover gestire una crisi di fiducia significativa.

Conclusione: Un Punto di Svolta?

Questo scandalo potrebbe segnare un punto di svolta nel mondo dell’influencer marketing e delle estensioni browser. La richiesta di maggiore trasparenza e pratiche commerciali più etiche sta crescendo, e le aziende dovranno adattarsi.

Nel frattempo, questa vicenda ci ricorda che nel mondo digitale, se qualcosa sembra troppo bello per essere vero, probabilmente lo è. Anche quando viene promosso dai nostri YouTuber preferiti.

P.S. Se state usando Honey in questo momento, forse è il caso di riconsiderare la vostra scelta. Come ha detto Marques Brownlee nel suo video sulla questione: “Uninstall Honey. Warn people not to install Honey.” Un consiglio che, alla luce di quanto emerso, sembra sempre più sensato.

content_copy Copiato